Dicono di me

Un artigiano entusiasta del suo lavoro “una vita dedicata all’arte”

Incontrare lo scultore Sergio rende sensibili all’arte, perché il modo di comunicare le sue esperienze trasmette la gioia e la passione che prova verso questa nobile cultura.  Proveniente da San Giovanni in Monte, una piccola frazione di Barbarano, il signor Trotto comincia a lavorare come scultore (passione mai dimenticata) all’età di 15 anni, per arrivare passo dopo passo al difficile lavoro del restauratore che ora lo gratifica smisuratamente.

Da qualche tempo opera esclusivamente con un impasto senza cemento, un materiale che sembra quello usato 2000 anni fa dai romani, una riscoperta, se così si vuole chiamare, che non può passare inosservata. Sergio Trotto sta acquistando una certa notorietà come restauratore di materiali lapidei proprio perché utilizza questa malta segreta che si dimostra leggera, traspirante e nello stesso tempo durissimo e resistente, nonostante si ottenga senza l’aggiunta di resine o elementi chimici particolari, l’ideale quindi, per interventi di restauro. Questo impasto è già stato sperimentato in una serie di interventi riguardanti palazzo Volpe a Vicenza, il municipio di Brendola, il castello di Montegalda, l’abbazia, di Praglia e villa Curti a Sovizzo ed altre opere importantissime.

Proprio per la sua passione e competenza ci siamo rivolti a lui anche per chiedere alcune opinioni sull’andamento del mercato della pietra nel vicentino. Il sig. Trotto afferma che in questo settore non esiste crisi o, per lo meno, il lavoro non manca mai, date anche le risorse di pietra che giacciono nei Colli Berici e le richieste che provengono da tutto il mondo. Il problema, infatti, è soprattutto la carenza di personale. Eppure si tratta di un lavoro gratificante perché estremamente creativo e che lascia spazio alla propria fantasia. Oltretutto si sente tranquillamente di smentire tutti coloro che pensano di dover affrontare chissà quali fatiche, poiché ora si è in possesso di macchine sempre più avanzate tecnologicamente che rendono il lavoro meno faticoso di un tempo. Purtroppo è anche vero che nel vicentino non esiste una scuola che insegni specifìcatamente questo mestiere, e, comunque, già tra il personale esistente sussistono numerosi problemi. L’artista scultore Vicentino, infatti crede che la mancanza di collaborazione fra gli artigiani stessi renda quasi impossibile creare un’associazione con un proprio marchio, la quale regolerebbe tutto il mercato, come accade per altri specifici settori. Un’altra cosa cui tiene enormemente a precisare il Trotto è la delusione e il rammarico che sia lui, che i suoi numerosi colleghi scultori restauratori vicentini, provano nel vedere assegnate moltissime opere di restauro conservativo relative a monumenti o palazzi della provincia di Vicenza a ditte residenti e operanti al di fuori dell’area berica.

Questo potrebbe anche significare che nell’ambiente si ha poca fiducia per gli artisti vicentini. Per tutti questi motivi il futuro si presenta incerto: e pensare che la situazione vicentina ha tutti i numeri per essere rosea, se solo si mettessero in pratica i tanti bei discorsi troppo spesso ripetuti ma, si sa, tra il dire e il fare…

Il Giornale di Vicenza 12 settembre 1991

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-Sergio Trotto, 1984

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